A Milano, da quest’anno, un ospite che dorme nel tuo Airbnb versa 9,50 euro a notte di imposta di soggiorno. Nello stesso quartiere, in un albergo a tre stelle, ne paga 7,40. Hai letto bene: la tua casa è tassata più di un tre stelle, e appena mezzo euro sotto un cinque stelle, che si ferma a 10 euro.
Non è un errore del Comune e non è un caso isolato. È una scelta, e la stanno facendo diverse città: usare i tributi locali (la tassa di soggiorno e, dove riescono, la TARI) come leva per rendere meno conveniente l’affitto breve. Te lo dico subito perché è la parte che quasi nessuno mette in conto quando fa i suoi numeri.
Milano: da 6,30 a 9,50 euro a notte
Partiamo dalle cifre di Milano, che sono quelle che toccano da vicino chi affitta in città. La giunta ha approvato le nuove tariffe il 13 novembre 2025, in vigore dal 1° gennaio 2026. Per case vacanza, locazioni turistiche e B&B l’imposta è salita da 6,30 a 9,50 euro a notte: oltre il 50% in più in un colpo solo, per persona e fino a un massimo di 14 notti consecutive.
Perché adesso? L’aumento si appoggia a una norma nazionale di fine 2025, il decreto legge 156 del 29 ottobre, il cosiddetto “dl Anticipi”, che ha consentito ai Comuni di Lombardia e Veneto entro 30 chilometri dagli impianti olimpici di alzare l’imposta fino a 5 euro in più a notte, per contribuire ai Giochi di Milano-Cortina. Del maggior gettito, metà resta al Comune e metà va allo Stato per le opere olimpiche.
Qui c’è un punto che conta e che ti conviene verificare prima di dare per scontato il tuo 2027: queste tariffe sono dichiarate valide solo per il 2026. I Giochi si sono chiusi a febbraio, ma l’imposta maggiorata resta in vigore fino a dicembre. Se dal 2027 si tornerà a 6,30, o se invece il Comune deciderà di consolidare l’aumento, oggi non è deciso: non pianificare l’anno prossimo sul dato di quest’anno.
Non è un tuo costo, ma è un tuo obbligo
La tassa di soggiorno non esce dalle tue tasche: la incassi dall’ospite e la giri al Comune. Ma il fatto che non sia un tuo costo non vuol dire che puoi trattarla con leggerezza. La riscossione e il versamento sono responsabilità tua, ed è lì che si combinano i guai.
Un caso concreto: due ospiti per quattro notti a Milano oggi fanno 2 persone per 4 notti per 9,50 euro, cioè 76 euro da riscuotere e versare. L’anno scorso, con la tariffa a 6,30, erano 50,40. La differenza la vede l’ospite nel totale della prenotazione, ma se sbagli a impostarla o dimentichi di versarla è un problema che ricade su di te, non su chi ha soggiornato.
Genova segue la stessa strada
Se hai un immobile anche in Liguria (solo per chiarire che non è una faccenda milanese) guarda Genova. Con una delibera di giunta del 25 giugno 2026, gli appartamenti ammobiliati a uso turistico passano da 3 a 5 euro a notte a partire dal 1° agosto. B&B, affittacamere e case vacanza si fermano a 4 euro. Chi affitta nei municipi più periferici: Media Val Bisagno, Val Polcevera, Medio Ponente; paga un euro in meno, come incentivo a spostare i turisti fuori dal centro storico. Le prenotazioni già confermate prima dell’entrata in vigore restano fuori dall’aumento.
Firenze e la mossa sulla TARI
C’è poi un secondo fronte, ancora aperto. A Firenze si sta valutando di applicare una TARI più alta a chi gestisce più di quattro appartamenti a uso turistico: colpire cioè non l’ospite, ma direttamente il proprietario, sul tributo dei rifiuti. Chiariamolo subito: al momento è una proposta in discussione, non una regola in vigore, e va seguita per quello che è.
Il nodo, sollevato da chi rappresenta gli operatori, è che manca una prova che l’ospite di un affitto breve produca più rifiuti di un cliente d’albergo: secondo l’associazione dei gestori (AIGAB), una TARI differenziata su questa base rischia di finire davanti al giudice amministrativo. È il punto di vista di una parte in causa -chi difende gli host ha interesse a dirlo- ma l’obiezione giuridica è concreta e vale la pena tenerla d’occhio.
Perché la tassa di soggiorno sugli affitti brevi continua a salire
Il filo che lega Milano, Genova e Firenze è lo stesso. Dopo le regole più severe entrate in vigore nel 2026 per gli affitti brevi gestiti in forma imprenditoriale, i Comuni hanno capito che l’imposta di soggiorno è una leva che possono muovere da soli, in fretta e con un incasso immediato. Nel 2025 il gettito nazionale ha superato, stando ai dati riportati dagli operatori del settore, 1,15 miliardi di euro: è ormai una voce pesante nei bilanci comunali, e questo spiega perché difficilmente si tornerà indietro.
Cosa fare adesso
Tre cose concrete, subito.
- Controlla la tariffa aggiornata del tuo Comune sul sito ufficiale, non su un blog: cambia da città a città e, come hai visto a Milano, anche di anno in anno.
- Aggiorna l’importo dell’imposta nell’annuncio e nel gestionale prima del prossimo check-in, così lo incassi correttamente dall’ospite invece di accorgertene dopo e doverlo mettere di tasca tua.
- Rifai il conto del prezzo a notte se l’imposta più alta ti erode il margine: ricorda che non è il tuo incasso a salire, è il totale che l’ospite vede al momento di prenotare.
E se gestisci più immobili, la partita della TARI a Firenze è quella da seguire con più attenzione nei prossimi mesi: se passa lì, altre città guarderanno. Nel dubbio sul tuo caso specifico (soglie, forma imprenditoriale, cumulo di tributi, etc… ) una verifica con un professionista vale più di qualunque stima fatta a occhio.
Fonti
- Comune di Milano — tariffe dell’imposta di soggiorno 2026 (fonte primaria)
- Comune di Genova — delibera di giunta sulle nuove tariffe dell’imposta di soggiorno 2026 (fonte primaria)
- TTG Italia — Affitti brevi, la stretta fiscale: le città usano la leva delle imposte comunali
- Il Giorno — le nuove tariffe della tassa di soggiorno a Milano
- ANSA — Genova aumenta da 3 a 5 euro la tassa di soggiorno sulle case a uso turistico