Airbnb ha iniziato a mostrare, sul tuo annuncio, due sconti che non hai deciso tu. Uno è del 10% e lo vede solo chi prenota dall’app dal telefono. L’altro è del 15% e va agli ospiti con il punteggio più alto. La percentuale è fissa in tutti e due i casi, non la puoi cambiare, e a pagarla sei tu: Airbnb ci mette la maggiore visibilità, non un euro dello sconto.
Sembra un regalo che la piattaforma ti fa. Non lo è: è un tuo sconto, con il nome di Airbnb sopra. Vale la pena capire come funziona prima di lasciarlo attivo, perché su alcune prenotazioni ti taglia il margine senza che tu te ne accorga.
I due sconti, in concreto
Il primo è lo sconto mobile: si applica solo quando l’ospite prenota dall’app di Airbnb, non da computer o da browser sul telefono. È bloccato al 10%. L’obiettivo della piattaforma è spingere le prenotazioni da app, che ormai sono la fetta più grande del suo traffico.
Il secondo è lo sconto per ospiti con punteggio alto (Airbnb lo chiama top-rated guest): va a chi ha una valutazione media di almeno 4,8 e più di 3 recensioni lasciate dagli host precedenti. Qui la percentuale fissa è il 15%. In cambio il tuo annuncio viene segnalato a questi ospiti con il prezzo barrato e sale un po’ nei risultati di ricerca.
In tutti e due i casi non scegli tu quanto scontare. Airbnb ti propone il pacchetto già compilato: lo attivi o non lo attivi, ma la cifra è quella.
Chi paga lo sconto
Lo paghi tu, per intero. Lo sconto viene tolto dal prezzo che hai impostato, e quello che ti arriva è la cifra già ridotta. Airbnb non mette niente di suo: il suo contributo è far vedere il tuo annuncio a più persone o metterlo più in alto, non coprire una parte del taglio.
Un esempio con i numeri. Il tuo prezzo per notte è 100 euro e un ospite con punteggio alto prenota tre notti. Sulle tre notti non incassi 300 euro ma 255, cioè il 15% in meno. Quei 45 euro di differenza escono dalla tua tasca, non da quella di Airbnb. Per lo sconto mobile vale lo stesso ragionamento, con il 10% al posto del 15%.
Si possono sommare?
Qui conta la regola ufficiale, non il passaparola tra host. Sulla sua pagina di assistenza Airbnb spiega che, tra gli sconti principali (promozione nuovo annuncio, promozione personalizzata, sconti per soggiorni lunghi, prenotazione anticipata, last minute), ne vale uno solo per prenotazione. Lo sconto per ospiti con punteggio alto è l’unica eccezione: quello si può abbinare a uno degli altri.
Tradotto: un ospite con punteggio alto può ricevere il suo 15% e, sopra, un altro sconto che avevi già attivo sulle stesse date. Se non tieni conto di questa combinazione, ti ritrovi a scontare più di quanto pensavi sulla singola prenotazione. Sullo sconto mobile la piattaforma è stata meno chiara, e per ora non lo ha nemmeno documentato bene sulle proprie pagine ufficiali: se lo attivi, controlla di persona come si comporta insieme agli altri prima di darlo per scontato.
Cosa non puoi controllare
Il limite vero di questi sconti è che ti tolgono la manopola. Non puoi cambiare la percentuale, e non puoi escludere le date in cui hai già tanta richiesta: lo sconto vale anche nel weekend pieno o in alta stagione, quando avresti venduto lo stesso a prezzo intero. Va detto anche se conviene poco a chi vende consulenza: uno sconto automatico che non distingue tra bassa e alta stagione, su un immobile che riempi comunque, sono soldi lasciati sul tavolo.
C’è anche un tema di maturità. Al momento questi sconti sono in distribuzione solo a una parte degli host, e spesso sono comparsi prima dentro i gestionali (i software che collegano l’annuncio ai portali) che dentro Airbnb stessa. Non tutti li vedono, e le regole si stanno ancora assestando. Secondo Smoobu, per esempio, lo sconto per ospiti con punteggio alto si spegne da solo dopo tre prenotazioni scontate: è un dettaglio riportato da chi li ha provati sul campo, non una regola che Airbnb dichiara nero su bianco.
Conviene attivarli?
Dipende da quanto riempi già. Se hai un immobile che fatica a vendere fuori stagione, uno sconto che ti porta ospiti affidabili (quelli con punteggio alto in media lasciano meno grane) può valere il taglio di margine. Se invece hai un appartamento in una zona sempre richiesta, che va pieno da solo, stai regalando il 10 o il 15% a chi avrebbe prenotato comunque.
La regola pratica è quella di sempre: uno sconto ha senso solo se ti porta una prenotazione che altrimenti non avresti avuto. Su questo Airbnb non ti aiuta, perché applica la stessa percentuale a prescindere. Prima di lasciarlo attivo, guarda il tuo tasso di occupazione mese per mese e decidi tu dove lo sconto serve e dove è solo un regalo. Chi gestisce le tariffe come parte di una gestione operativa strutturata rifà questi conti a ogni cambio di regola della piattaforma, invece di lasciarli in automatico.
Fonti
- Airbnb, Centro Assistenza: come vengono applicati gli sconti (fonte primaria)
- Smoobu: gli sconti Airbnb “mobile only” e per ospiti con punteggio alto
- RentalScaleUp: gli sconti mobile di Airbnb per alcuni host, con controlli ancora limitati